Daniele Castellari insegnante di lettere presso il Liceo “Aldo Moro” di Reggio Emilia, ha pubblicato saggi letterari con la rivista Intersezioni de Il Mulino, volumi con EMI, Franco Angeli, EDB e Paoline. Conduce laboratori e seminari come formatore in scuole, università, comuni e biblioteche su temi legati alla lettura e alla narrazione teatrale. Svolge attività di narrazione teatrale, regìa e organizzazione teatrale come direttore artistico del Piccolo Teatro in Piazza di S. Ilario d’Enza. Ultime creazioni: l’evento La città del lettore (2017-2023) e un volume-saggio sull’umorismo ebraico: Non so se il riso o la pietà prevale. Misericordia e umorismo nel romanzo ebraico del Novecento, ed. Compagnia Editoriale Aliberti (2019), con prefazione di Moni Ovadia.

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Beati gli idioti

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«… Devo aggiungere che non ho mai conosciuto una persona che gli stesse alla pari per magnanimità e fiducia sconfinata. Dopo aver udito le sue parole, capii che chiunque, volendo, avrebbe potuto ingannarlo, e che, una volta ingannatolo, ne avrebbe ottenuto il perdono, ed è per questo che ho incominciato ad amarlo…».

Aglaja ama Myškin anche per le sue sconfitte e per la sua apparente idiozia. Siamo noi lettori a rammaricarci che la sua azione non abbia successo fino in fondo, perché stimiamo questi Don Chisciotte del futuro, «troppo precoci messaggeri di una troppo lenta primavera».