La collana si propone di accogliere le testimonianze autorevoli di personaggi impegnati nell’ecumenismo o nel dialogo interreligioso.
Oggi la domanda sull’unità proviene anche dalla società civile e politica: a decifrarne senso e dimensione sembra particolarmente interpellata la vicenda storica delle confessioni e religioni. Pentecoste, profezia dell’unità: ecco l’immagine intorno a cui vorremmo predisporre i volumi di questa collana.

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Viva il Talmud viva Mymonide viva Israele

18,00

È questo un libro che si propone di avvicinare il lettore ai testi della letteratura rabbinica e, in particolare, allo ‘spirito del Talmud’, ciò che le grammatiche e i dizionari non bastano a catturare; di offrire, all’occasione, spunti di lettura ‘originali’ di temi e autori antichi e recenti della Tradizione ebraica; di invitare a ritrovare le grandi questioni che appartengono alla riflessione metafisica, morale e politica, tanto di Israele quanto dell’intera umanità. Un invito a studiare con impegno e tornare a pensare.

“Dinanzi a Dio e alla comunità”

22,00

“Desideriamo far cogliere in modo specifico alcune dimensioni fondamentali della vita di questi credenti: la liturgia, la spiritualità, le forme di esperienza mistica. Ci interessa gettare uno sguardo all’interno di questo mondo, per coglierlo nel profondo della sua sensibilità, espressa nella concretezza della comunità e del privato”

Gesù di Nazareth nel pensiero ebraico

16,00

“Quello che oggi, dopo un secolo di ricerche sul ‘Gesù storico’, è un fatto anche teologico che le chiese cristiane dànno per assodato – la piena ebraicità di Gesù, ossia che fu un vero ben Israel, un figlio di Israele – molti nel mondo ebraico non lo avevano mai dimenticato, o lo riscoprirono per primi, riuscendo per questo, a volte, a capire il linguaggio e alcuni gesti di Gesù meglio di quanto potessero comprenderlo esegeti e teologi cristiani, totalmente alienati dalla lingua e dai costumi e dalla fede che furono lingua, costumi e fede di Gesù.”

Dall’introduzione di Massimo Giuliani

Alla scoperta dell’unità

18,00

«Oggi, di fronte alla barbarie della guerra, questo anelito all’unità va nuovamente alimentato. Ignorare le divisioni tra i cristiani, per abitudine o per rassegnazione, significa tollerare quell’inquinamento dei cuori che rende fertile il terreno per i conflitti. L’annuncio del vangelo della pace, quel vangelo che disarma i cuori prima ancora che gli eserciti, sarà più credibile solo se annunciato da cristiani finalmente riconciliati in Gesù, Principe della pace; cristiani animati dal suo messaggio di amore e fraternità universale, che travalica i confini della propria comunità e della propria nazione. […]

Andare avanti, camminare insieme. È vero che il lavoro teologico è molto importante e dobbiamo riflettere, ma non possiamo aspettare di fare il cammino di unità finché i teologi si mettono d’accordo. Una volta un grande teologo ortodosso mi disse che lui sapeva quando i teologi saranno d’accordo. Quando? Il giorno dopo il giudizio finale, mi ha detto. Ma nel frattempo? Camminare come fratelli, nella preghiera insieme, nelle opere di carità, nella ricerca della verità. Come fratelli. E questa fratellanza è per tutti noi»

(Papa Francesco, Discorso ai partecipanti della Plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, Città del Vaticano, 6 maggio 2022)