François Bœspflug, teologo, storico dell’arte e storico delle religioni, è professore emerito dell’Università di Strasburgo. È stato editore letterario per le Éditions du Cerf, titolare della Chaire du Louvre nel 2010 e della Cattedra Benedetto XVI a Ratisbona nel 2013.
Le sue numerose pubblicazioni si focalizzano sulla storia delle religioni, la rappresentazione del divino e il rapporto tra i monoteismi e le immagini religiose. Ha riflettuto in particolare su Dio nell’arte delle religioni abramitiche e la Trinità nelle raffigurazioni dai primi secoli a oggi.
A questi temi maggiori si accompagna lo studio delle varie forme di rifiuto di qualsiasi rappresentazione antropomorfa di Dio e un’attenzione sempre più puntuale sulle espressioni artistiche elaborate nei contenenti extra europei.
L’Autore è inoltre promotore di una riflessione teoretica sull’arte religiosa come “luogo teologico”, in cui si esprimono in modo ragionato e costruito le convinzioni teologiche, spirituali, culturali e antropologiche di ogni epoca.

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Gesù tra i dottori nell’arte

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Gesù di Nazareth, divenuto adolescente, si sottrasse al controllo dei genitori, divenne irreperibile per tre giorni, al fine di impressionare i dottori del Tempio di Gerusalemme?
Oppure il Dio fatto uomo prese gradualmente coscienza della propria identità, desideroso di occuparsi degli affari del Padre suo ed essergli fedele assumendo la sua missione divina ed il suo rapporto con la Tradizione ebraica?
Cosa hanno raccontato i pittori a questo proposito, come hanno compreso e/o immaginato questa fuga e questo incontro? La loro risposta è tanto più accattivante perché i Vangeli, da quel momento in poi, non dissero più nulla su Gesù fino al suo Battesimo, ben diciotto anni dopo.