Emanuela Fogliadini, dottore in Teologia e Storia delle Religioni, è docente stabile presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, dove insegna Teologia ortodossa e Arte e Teologia e docente incaricato presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale per i corsi di Storia della Teologia degli Orienti Cristiani.
Le sue ricerche teologiche si sono concentrate sulla “controversia sulle immagini sacre”, in particolare sulla teologia degli iconomachi e su quella del settimo concilio ecumenico (Nicea II).
Esperta di iconografia bizantina e degli Orienti cristiani, è impegnata nella valorizzazione del rapporto fecondo tra iconografia, liturgia e teologia, nello studio dei programmi iconografici di edifici sacri bizantini ed ortodossi. Questo impegno l’ha portata a pubblicare svariati saggi sull’iconografia orientale, sovente in dialogo con l’arte religiosa dei cristianesimi occidentali, e a fondare nel 2020, con François Bœspflug, Academy for Christian Art.
Tra le sue pubblicazioni si segnalano Il volto di Cristo. Gli Acheropiti del Salvatore nella Tradizione dell’Oriente cristiano (2011); L’immagine negata. Il concilio di Hieria e la formalizzazione ecclesiale dell’iconoclasmo (2013) e L’invenzione dell’immagine sacra. Il secondo concilio di Nicea e la legittimazione ecclesiale dell’immagine sacra (2015) per Jaca Book; Parola e immagine tra Oriente e Occidente (2015) per EDB; con François Bœspflug, Il conflitto delle immagini tra Oriente e Occidente (2018) per Marietti.

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Gesù tra i dottori nell’arte

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Gesù di Nazareth, divenuto adolescente, si sottrasse al controllo dei genitori, divenne irreperibile per tre giorni, al fine di impressionare i dottori del Tempio di Gerusalemme?
Oppure il Dio fatto uomo prese gradualmente coscienza della propria identità, desideroso di occuparsi degli affari del Padre suo ed essergli fedele assumendo la sua missione divina ed il suo rapporto con la Tradizione ebraica?
Cosa hanno raccontato i pittori a questo proposito, come hanno compreso e/o immaginato questa fuga e questo incontro? La loro risposta è tanto più accattivante perché i Vangeli, da quel momento in poi, non dissero più nulla su Gesù fino al suo Battesimo, ben diciotto anni dopo.